La voce di Aidi
Questa non è la voce della gioia, né quella della tristezza più cupa. Questa
è la voce della rabbia. Una rabbia che esplode in un urlo.
Perché non sempre si può stare zitti.
Perché spesso si è tentati a cedere.
Ci si vorrebbe alzare, ribaltare con uno scatto improvviso il banco di
fronte a sé, lasciare che i rumori assordante del legno, dei libri, delle
matite schiantatesi al pavimento, rilascino gli ultimi echi. Si vorrebbe
gettare un’occhiata sprezzante ai carissimi compagni di classe, che ci
osservano sbigottiti, quasi spaventati.
E poi Si vorrebbe prendere in spalla la propria borsa e togliere il
disturbo.
Già, il disturbo.
A volte non vi sentite di troppo?
Per esempio, a scuola.
Io sono sicura di scriverlo per qualcuno, questo articolo. Sono sicura di
non essere la sola, ad aver provato certe sensazioni, certi dolori.
Parlo di quello che si prova nel sentirsi isolati giorno per giorno in un
gruppo di venti persone.
Perché a volte capita.
Capita che non stai tanto simpatica.
Capita che non vada bene come ti comporti.
Capita che i tuoi voti possano dare fastidio e magari, perché no, anche
l’atteggiamento che hanno i professori nei tuoi confronti.
Capita anche che tu per la tua classe diventi un problema. Un problema da
risolvere, alla svelta.
Non va bene che tu ti esprima in modo diverso da loro, che usi il linguaggio
che ti hanno insegnato ad usare in famiglia.
Troppi libri.
Troppo spesso ti sei ritrovata a leggerli da sola, nella tua stanza, a
piangere e ridere con i personaggi che vivevano con te, con la tua
immaginazione
Ma questa è la vita reale, e tu non vieni apprezzata da tutti quelli che
incontri, anzi..
Sembra quasi che tu non riesca a provocare altro che il disprezzo, nelle
persone che ti stanno intorno.
Oh, certo, loro neppure se ne rendono conto, di quello che provano,
ogniqualvolta tu apri bocca, respiri, sposti lo sguardo su di loro
Forse è qualcosa di inconscio.
Forse non hanno coscienza che in questo odio immotivato c’è qualcosa di
illogico.
Credono che sia colpa tua.
Ma non è così.
Perché tu non hai fatto proprio un bel niente.
A meno che non sia una colpa riconoscere una citazione fatta da un
professore
Oppure non vestire come si vestono tutti quanti
O ancora, non essere belli Belli? Cosa è bello? Esiste un parametro di
giudizio stabile, attraverso il quale poter effettuare un confronto?
No
Non esiste.
Esistono invece le persone.
Esistono i sentimenti che queste persone provano.
Ed esiste chi non fa altro che ferire immotivatamente questi sentimenti
Così Per il gusto di schernire chi, magari, non riesce a rispondere a tono,
non riesce a farsi valere
E anche se ci riuscisse, non avrebbe comunque senso
Quello che otterrebbe sono solamente altre prese in giro
Altro scherno
Altro dolore
Altro isolamento
Se esiste anche solamente una persona nella nostra scuola che abbia provato
almeno una volta nell’arco del suo tempo passato qui, le sensazioni che sto
descrivendo Beh La mia missione sarà compiuta.
Perché vedi Tu Tu che leggi, che stai continuando per queste righe, che
ancora non hai messo da parte questo scritto, catalogandolo tra le cavolate
che ti capitano sotto gli occhi ogni santissimo giorno
Beh
Non sei solo.
E non importa quante sono le persone che continuano imperterrite a ferirti…
Non importa se stai così male da desiderare di urlare con tutto il fiato che
ancora ti resta in gola.
Importa che non sei solo.
Importa che hai una pseudoscrittrice che sta dalla tua parte, che ha provato
le stesse identiche cose che stai provando tu adesso
Che ha provato di tutto per riuscire a trovare una via d'uscita...
Ma che all’ultimo momento ha capito che non era quello il modo per risolvere
il problema
Ed in realtà non esiste un modo per porvi veramente fine Forse però esiste
un modo per accettare la situazione nella quale ti trovi.
Non sempre veniamo apprezzati
Se si è troppo intelligenti, spesso si passa addirittura per stupidi
Idem se si è troppo sensibili e dal cuore troppo aperto per le altre
persone
Altri individui che l’empatia non sanno neppure cosa sia
Tu ascolti musica diversa, canzoni tristi, a volte piene di rabbia
Ti senti isolato, perché quando ti ritrovi in mezzo agli altri, scopri che
ti evitano
Perché sei strano Perché sei brutto Perché non parli o non vesti come
loro
Non importa perché.
Ti evitano.
Come la peggiore delle pestilenze.
Non è giusto. Non lo è affatto. Però loro lo fanno. E non credono di essere
cattivi. Pensano che sia giusto così. Che tu con loro non ci debba avere
niente a che fare.
E allora, quando spiccichi parola, eccoli lì, a boicottarti, sempre e
comunque. A loro dai fastidio. Sei noioso quando parli. Insopportabile. Sai
sempre tutto, ma chi diavolo ti credi di essere?
E invece
Niente Tu non credi di essere proprio niente.
Solamente ti chiedi chi te la fatto fare a sviluppare una personalità tutta
tua Chi te lo fa fare a continuare a distinguerti dagli altri perché vuoi
sentirti una persona, e non parte di un gregge
Anticonformista? No, anticonformisti sono quelli che si vestono da artisti
di strada. Solo loro possono essere definiti così. Mentre tu, che vuoi
esprimere quello che pensi, che credi che alcune cose che insegnano tra i
banchi siano interessanti, che adori leggere libri e che non ci trovi niente
di male ad andare bene a scuola
Tu Sei solo feccia
La peggiore.
Ma non è vero. Comprendi? Tutto questo è solamente una menzogna.
Tu sei tu. Non quello che gli altri si costringono a pensare di te.
Vai avanti Anche se sembra difficile, vai avanti e non fermarti.
Perché non sei solo. Lotta per quello in cui credi, lotta per rimanere
coerente con quello che sei.
Non farti cambiare dagli altri Anche perché comunque non risulterai a loro
accettabile Rimarrai feccia. Sei bollato così, da loro, ormai. Ti hanno
piazzato l’etichetta
Ma tu non sei feccia. Tu sei una persona. Una persona che è libera di
leggere quanti libri vuole, di fare citazioni letterarie quanto vuole, di
prendere dei buoni voti quanto vuole.
Vai avanti.
Perché come coloro che si limitano a giudicarti gratuitamente, ne esistono
tanti.
Mentre di quelli come te, che continuano per la loro strada senza dare
credito a nessuna delle critiche mosse stupidamente, sono una rarità unica.
Una volta un mio professore mi chiese “Secondo te in questa scuola ci sono
ancora delle forme di bullismo?
Io avrei voluto chiedergli, a mia volta, se era completamente cieco. La
vittima ce l’aveva davanti E non riusciva a vederla.
Anche se nessuno vede quello che ti sta succedendo, e cosa ti stanno
facendo...
Vai avanti.
Perchè puoi essere abbastanza forte da continuare, se TU lo vuoi.
E gli altri, che ti isolano e ti giudicano, prima o poi spariranno...
Nella tua vita inizieranno a valere meno che zero.
E ti renderai conto che tu sei stato migliore di loro... Sei stato più forte
e non ti sei lasciato abbattere... Hai continuato a lottare per restare
fedele a quello che eri... A quello che sei.
Questa non è la voce del dolore... Non è la voce della gioia... E neanche
della rabbia...
Perchè la rabbia si è trasformata in forza d'animo... La stessa forza che ti
permetterà di vivere per te, e non per gli altri...
Aidi
...E loro lo sapranno che sarò io ad aver scritto... Loro lo sapranno, e mi odieranno ancora di più per questo... Ma non importa... Perchè dal loro odio io ho forgiato la mia spada... Ma non importa... Perchè io sghigazzerò, quando mi chiederanno il perchè l'ho fatto... Sghignazzerò e non degnerò nessuno di una seppur minima risposta...
Vuota, mi sento incredibilmente vuota... Arida come non credevo di poter mai diventare... Non riesco più a scrivere... Non riesco più ad essere veramente soddisfatta di qualcosa che faccio. Mi bruciano gli occhi in lacrime di rabbia inaudita. Mi chiedo se sto solamente sprecando il mio tempo. Come si fa a capirlo? Come si fa a sapere se invece lo si sta impiegando nella maniera giusta? Oppure sono io che mi faccio le solite fisime stupide?
Qualche anno fa, quando avevo sui tredici anni, qualcuno mi disse che avevo la maturità di una diciassettenne... Adesso io ho effettivamente diciassette anni... E, al contrario, mi sento sempre più immatura di quanto io non sia stata in passato...
Cosa devo fare? Me lo chiedo spesso...
Dove andrò a finire? Mi chiedo spesso anche questo. Non sono fatta per passare il resto della mia vita in un contesto puramente matrimoniale... Probabilmente preferirei il suicidio piuttosto di rinunciare ad inserirmi in un contesto lavorativo (ma scherziamo?! E perchè diavolo mi sarei fatta il mazzo tutti questi anni, a mantere una media del 9 costante?!?!?!?!?!?!?)... E allora... Che dovrei mettermi a fare?
Voglio davvero scrivere per mestiere? Sì, credo di volerlo... Ma chi mi dice che io sia veramente ferrata per fare questo? Certo non i voti per dei temicelli scolastici...
Quanta instabilità... Non la sopporto! Io devo avere sempre tutto organizzato, preparato... Appuntamenti con orari precisi, contatti costanti con le persone a cui tengo... Se mi manca la certezza, impazzisco... Un po' come tutti, immagino...
E questo è un altro problema: a volte mi chiedo se mi sto conformando a quella che io ho sempre definito come "massa"... Inizio a pensare come il gregge? Mi rifiuto di crederlo... Sarò pure snob, ma io mi sento abbastanza individualista da potermi considerare una PERSONA. Eppure, in alcune sfumature, sto decadendo...
Dunque... Perchè mi salgono i nervi così facilmente? Ho concluso che il contatto cone le persone che non conosco davvero, mi irrita fortemente... Anche se si tratta di conoscenti, se, per la loro gestualità, sono abituate a toccare in continuazione i loro interlocutori, ho preso il viziaccio di prenderli immediatamente in odio...Non sopporto che mi si tocchi. E pensavo che questa mania mi fosse passata... E invece si è soltanto latentizzata... Oppure deconscienzizzata. Non me ne rendo conto, è diventata parte di me. Del mio propormi alle persone... Del mio essere.
Stamattina lo spettacolo è andato bene... Qualcuno mi ha detto che sono stata capace di leggere bene, interprentando il mio pezzo teatrale... Ma certo... è ovvio no? Io sono nata per mentire, probabilmente, per fare da camaleonte a seconda di chi mi ritrovo di fronte... In modo che sia portato a credere che io sia la persona più apprezzabile di questo mondo... Come potrei non essere una magnifica recitante? Sono così abituata a farlo... Solo poche persone possono dire di avere a che fare con la vera me... 2, per la precisione.
E mi manca Matilda, credo... Cioè, adesso non provo nessuna pulsione di alcun tipo, nei suoi confronti, però ieri sono stata bene... Mi son sentita come ai bei tempi... Sparare le cavolate più grosse, una appresso all'altra. Ma niente sarà più come prima... Daltronde l'ho deciso io.
Chiudo qui... in fondo credo di essermi sfogata abbastanza... Ah, un'ultima cosa... Come è possibile che io abbia l'impressione di abbruttirmi sempre più, ogni giorno che passa?